di Milena Screm

In Italia sono 11milioni le persone che lamentano di soffrire d'ansia; le donne sono quasi il doppio rispetto agli uomini (ricerca del 2013).

Nel mondo i disturbi legati a forme d'ansia di difficile gestione sono il secondo malessere del vivere lamentato dalle persone; al primo posto - pari merito - le sindromi da stress, i disturbi depressivi e la depressione conclamata. Le statistiche italiane, abbastanza recenti (ricerca del 2013), parlano di 11 milioni di persone che soffrono d'ansia, delle quali quasi la metà è costituita da donne. Il consumo di farmaci ansiolitici è in costante aumento, solo negli ultimi tre anni più 22%

Ansia. Solo a nominarla a qualcuno si annoda la gola o lo stomaco. Un'esperienza diffusa, un aspetto emotivo che fa parte del corredo dato da Madre Natura all'essere umano: l'ansia è una sfaccettatura della paura; diversamente da questa, ha come caratteristica di apparire prima che le situazioni accadano, basta il pensiero. La mente umana, infatti, tra i suoi tanti e complessi compiti, ne ha uno fondamentale: salvaguardare la specie, è anche grazie a questo che non ci siamo estinti. I meccanismi di "allarme", finalizzati a mantenere l'individuo vigile rispetto ai pericoli presunti o reali, e a valutare efficaci strategie difensive prima ancora che esistano le condizioni minacciose, hanno nelle emozioni della paura, e in particolare nell'ansia, ottimi vigilantes.

Possiamo temerla, combatterla, cercare di evitarla. Energia sprecata.

Un'alternativa é guardarla da un altro punto di vista, rivalutarla: non è solo un'emozione difficile, se gestita con efficacia può diventare una risorsa

Questa la proposta di uno psichiatra francese, Alain Bracconier, che alcuni anni fa (2003) ha scritto un libro sulla sua visione: "Piccoli o grandi ansiosi? Come trasformare l'ansia in una forza", edito in Italia da Raffaello Cortina.

Nel suo libro Bracconier parla di ansiosi geniali: Beethoven, Proust, Beckett, Goethe; anche Sarah Bernhardt, Maria Callas e colui che ha fatto del tratto dell'ansia una caratteristica di successo, Woody Allen. Uomini e donne che, pur soffrendo di stati emotivi di difficile gestione, sono stati comunque in grado di arrivare al meglio nel loro campo; secondo Bracconier anche grazie all'aver istintivamente usato l'ansia come uno stimolo creativo. Questo è il fulcro della sua teoria.

Scrive l'autore, "L'ansia è una normale emozione, che ha anche caratteristiche positive. Scatena uno stato di allerta che ci permettere di difenderci o di affrontare al meglio determinate situazioni; soprattutto ci consente di affinare alcune doti. Per placarsi ci impone di trasformare una situazione che ci spaventa in qualche cosa di controllabile, e per fare questo attiviamo risorse ed energie. Questo "esercizio" dà agli ansiosi una marcia in più."

Quello del dottor Bracconier non è un elogio acritico dell'ansia, infatti egli invita all'ascolto e alla valutazione di ciò che si prova, definendo anche vari tipi di ansia, non solo in termini di gestibile/ingestibile, anche con altre valenze, che richiedono misurazioni. La linea di demarcazione tra "piccoli" e "grandi" ansiosi non è netta, nè facile da stabilire. Come sempre il "come" ha più peso del "cosa", quindi come la persona gestisce i suoi stati ansiosi è un aspetto determinante.

Un fattore discriminante facilmente individuale è questo: l'ansia provata è ingestibile e, soprattutto, fonte di sofferenza? Rende invalidante in qualche modo le possibilità di espressione e di realizzazione? Ostacola il normale scorrere delle attività quotidiane?  E' causa di problemi nelle relazioni? E' sproporzionata rispetto alle situazioni? Perdura da tempo e si ripete frequentemente? Se la risposta alla maggior parte di queste domande è "sì", siamo in presenza di un'ansia che sottrae risorse, è invalidante. In questi casi è necessario rivolgersi a specialisti del settore.

Sentirsi tesi in attesa di entrare in aula per sostenere un esame universitario, avere il cuore che batte più veloce prima di un colloquio di lavoro, sentirsi agitati mentre si è bloccati in un ingorgo e avere un appuntamento, dormire male la notte prima di una visita medica importante, sono esempi di situazioni nelle quali l'ansia è naturale e legittima. Và quindi accolta, lasciata scorrere, vista per quello che è: uno stato emotivo passeggero che terminerà al concludersi della situazione che l'ha stimolata. Quando il muoversi di questa emozione è fonte anche d'insicurezza e limita un pò la capacità espressiva, oltre a far tesoro dell'interessante punto di vista del dottor Bracconier, è utile anche attrezzarsi di qualche strumento pratico, che faciliti la gestione.

Semplice, facile, naturale, non "inquina", non ha effetti collaterali, è sempre con noi, la possiamo usare ovunque. la respirazione. E’ per sua natura collegata alle emozioni: quando uno stato emotivo intenso pervade il corpo, la respirazione si altera; è possibile fare anche il percorso inverso: modificare intenzionalmente la profondità e il ritmo dello scorrere dell'aria nei polmoni e ottenere dei benefici sul piano emozionale, semplice chimica e fisiologia. Qui di seguito un facile esercizio di "pronto soccorso" respiratorio per gestire l'ansia. Non ha la pretesa di risolvere in assoluto qualsiasi difficoltà emotiva ma di sicuro aiuta a gestire. E' necessario sperimentare e praticare.

Esercizio:

Durata: minimo 5 minuti, max 15

Posizione: meglio se supini, ok anche seduti comodamente; occhi chiusi.

Inspirare profondamente e rilassatamente dal naso, espirare rilassatamente dalla bocca; ritmo lento e continuo, assenza di pause/apnee; in fase inspiratoria sollevare e "riempire" l’addome.