Cos’è l’ansia? Come possiamo gestirla, anzichè farci sopraffare?

di Milena Screm

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"Ma come sei ansiosa/o! ", "Mi metti addosso un’ansia! ".

Frasi come queste ricorrono spesso nei discorsi di molte persone. L’ansia è infatti una delle emozioni che, con maggiore frequenza, é vissuta come un disturbo alla propria vita interiore e di relazione.

Meccanismi di sopravvivenza

Tra i tanti sistemi di sopravvivenza di cui la natura ci ha dotati, ce ne sono alcuni che hanno producono in noi uno "stato di allerta". E’ l’anticipazione del meccanismo successivo, quello della paura che, attivato, prepara il nostro corpo alla fuga provvidenziale o alla difesa. Questi meccanismi sono il retaggio della vita dei nostri antenati preistorici, vissuti in un tempo in cui sopravvivere era molto meno facile di quanto non sia oggi. Senza i sistemi naturali di allerta e di paura, è probabile che i nostri avi si sarebbero estinti e noi non saremmo esistiti.

l Ritmi naturali alterati

La vita moderna non ha più i pericoli di quella preistorica, ma ce ne riserva sicuramente altri. Uno di questi, specialmente per noi occidentali, consiste nell’aver perso la capacità di stare in contatto con i ritmi naturali della vita (veglia/sonno, attività/riposo, ragionamento/immaginazione, eccetera). Conduciamo esistenze "snaturate", la fretta e la pretesa di essere sempre efficienti ci logora un po’ tutti. Questo tipo di spinte determina quella che si chiama "ansia anticipatoria", il bisogno di fare le cose in fretta, la paura di fare tardi, la pre-occupazione.

La Mente mente

Dimenticato il corpo e i suoi bisogni, repressa la paura, la mente ha il sopravvento e, senza che ce ne accorgiamo, l’attività di pensiero incomincia a percorrere schemi ripetitivi che generano timori (spesso infondati), insicurezze (idem), ansie. Immersi in questo "loop", non riusciamo più a distinguere tra paure reali (sto realmente correndo un pericolo) e paure immaginarie (sto immaginando che ci sia un pericolo). Sia le prime sia le seconde, però, generano reazioni fisiologiche: tensione, "vuoto" o "farfalle" allo stomaco o all’addome, oppressione al petto, vuoto mentale (per esempio il black out mentale sotto esame), sudorazione, tachicardia, eccetera.

Soluzioni possibili

Come risolvere, almeno in parte, tutto questo?

Se la situazione è molto grave la medicina ufficiale offre un’ ampia gamma di farmaci (i quali però sedano il sintomo ma non sciolgono le cause; hanno effetti collaterali; causano assuefazione). Se siamo soggetti a manifestazioni ansiose e cerchiamo una soluzione, possiamo ricorrere anche ad approcci più naturali. In particolare due possibilità, da percorrere parallelamente, sono a nostra disposizione.

Strumenti naturali

Una consiste nell’imparare a fare "igiene mentale": distinguere la natura dei propri pensieri e scegliere cosa "coltivare" nella propria mente. Per raggiungere questi risultati sono necessari strumenti, disponibilità, ascolto, attenzione, flessibilità. La meditazione Mindfulness è un approccio adatto a questi scopi.

Il percorso parallelo agisce direttamente sulle emozioni, in modo fisiologico, allo scopo di 1) scaricare l’ansia, 2) imparare ad utilizzare uno strumento di gestione dell’ansia naturale che la vita ci riserva. Qual è questo strumento ? E’ la respirazione! Semplice, facile, naturale, non "inquina", non ha effetti collaterali, è sempre con noi, lo possiamo usare ovunque. E’ per sua natura collegato alle emozioni, riflettiamoci. Quando un emozione forte ci pervade, il respiro si altera; ma è possibile fare anche il percorso inverso: modificare intenzionalmente la respirazione e ottenere dei benefici sul piano emozionale, per esempio modulare l'intensità dell'emozione provata. Nessuna promessa miracolosa; sicuramente un’ottima possibilità, basta coglierla.

Qui di seguito qualche esercizio respiratorio per modulare l'intensità dell'ansia. Non hanno la pretesa di risolvere completamente l'eventuale difficoltà (questo é un obbiettivo irreale perché tutti, anche i più tranquilli, possono vivere situazioni d’ansia momentanea e perché comunque per ottenere un risultato consistente è necessario un training approfondito), ma di sicuro offrono un'alternativa e aiutano.

ESERCIZI di RESPIRAZIONE per GESTIRE L’ANSIA

Raibow breathe

1° Esercizio

Durata: minimo 5 minuti, max 10. Posizione: meglio se supini, ok anche seduti comodamente; occhi chiusi.

Inspirare profondamente e rilassatamente dal naso, espirare rilassatamente dalla bocca; ritmo lento e continuo, assenza di pause/apnee; in fase inspiratoria sollevare e "riempire" l’addome.

2° Esericizio

Durata: minimo 3 minuti, max 5; Posizione: supini o seduti comodamente; occhi chiusi.

Respirazione  rilassata, senza forzature, senza pause/apnee, con un ritmo fluido e continuo, nè propriamente lento e neppure veloce.

Lasciare che il tronco si dilati dove può (alto, medio, addominale).

 

 

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